martedì 18 novembre 2014

LEAL ART AID



In mostra le opere di Silvia Amodio, Beclau, Edo Bertoglio, Gabriela Butti, Franco Canziani, Ivan Cattaneo, Cracking Art Group, Virgilio Fidanza, Annalisa Fulvi, Maurizio Grisa,Thomas Heller, Federica Manenti, David McEnery, Marco Moggio, Nais, Renzo Nucara, Agata Pandolfino, Pao, Barbara Pellizzari, Diana Maria Perez, Paola Rota Brusadelli, Olivia Savouré, Cris Thellung, Claudio Verganti, Michele Vitaloni, Carla Volpati, Matteo Volpati. LEAL ART AID è la prima mostra collettiva di pittura, scultura, fotografia e tecnica mista organizzata dall’associazione LEAL onlus (www.leal.it) in collaborazione con Ponti x l’Arte (www.pontixlarte.eu). La vendita delle opere, servirà a raccogliere fondi per finanziare borse di studio per la ricerca con metodi sostitutivi alla sperimentazione sugli animali. Un obiettivo coerente con lo scopo statutario di LEAL, che mira all’abolizione totale della vivisezione e alla sua sostituzione con altri mezzi scientificamente più sicuri e più etici. La mostra curata da Stefano Bianchi, critico d’arte e direttore responsabile della rivista trimestrale La Voce dei Senzavoce edita da LEAL.

Qui ci sono 27 artisti. 27 storie di pittura, fotografia e scultura che abbracciano con rispetto e amore il mondo degli animali connettendosi idealmente a quell’arte animalista elaborata con grande attenzione naturalistica da greci, egizi e antichi romani; sviluppata su miniature, capitelli e doccioni delle cattedrali; disegnata con maestrìa dal Pisanello, Leonardo da Vinci e Albrecht Dürer; sublimata nell’800 e ‘900 dall’estro figurativo di Henri Rousseau e Paul Gauguin, dalle audaci stilizzazioni di Pablo Picasso, dalla cosiddetta “animalizzazione dell’arte” compiuta da Franz Marc e da almeno 3 capolavori pittorici: I tacchini (Claude Monet, 1877); Donna con scimmia. Studio per la Grande-Jatte (Georges-Pierre Seurat, 1884); Dinamismo di un cane al guinzaglio (Giacomo Balla, 1912). 

Qui, si comincia da un bassotto. Classicamente fotografato da Silvia Amodio come si usa fare coi ritratti di famiglia. Si chiama Yasno e la sua esistenza è imprigionata in un canile. Ritraendolo fuori dalla gabbia, si è voluto evidenziare la dignità (e non la fragilità) di chi vive, abbandonato, in condizioni di disagio. Uno sguardo vigile sottolineato da un fiero, nobile portamento. È il Kerry Blue Terrier che Beclau ha voluto ritrarre con pennellate dal guizzo impressionista per illuminare il suo morbido, abbondante, ondulato pelo. Edo Bertoglio, negli Anni ‘80 testimone fotografico della New Wave in musica di New York e collaboratore per la rivista Interview di Andy Warhol, ha catturato con un elettrizzante bianco e nero il post-apocalittico feeling fra Atom il gatto e Siouxsie Sioux, dark lady del rock. Un’infinità di piccoli fori incisi nella carta. Raggi luminosi che fanno trasparire il primo piano di un giaguaro. È la lightbox, retroilluminata, di Gabriela Butti. Cercate di non disturbare il gattino maculato di Franco Canziani. 4 scatti fotografici l’hanno sorpreso nel suo mondo di sogni racchiusi dentro una cesta, poi in dormiveglia e infine a occhi spalancati, pronto a spiccare il suo salto. È un anima-le! il gufo pieno di sgocciolature espressioniste astratte che Ivan Cattaneo ha raffigurato, lo dice la parola stessa, con un’anima che è viva, urlante, arrabbiata: contro quella ci-viltà che fa del male a chi non può parlare, denunciare, difendersi.     Il Cracking Art Group, dal 1993 ricicla la plastica trasformandola in opera d’arte. Per Leal Art Aid ha scelto uno dei suoi simboli più famosi: la tartaruga dorata. Nel 2001, con lo slogan S.O.S World, a centinaia invasero Venezia in occasione della 49a Biennale d’Arte. È magico l’effetto flou della fotografia scattata da Virgilio Fidanza. Morbidamente, accarezza di luce un coniglio accoccolato nell’erba. Annalisa Fulvi scandisce il suo libero dipingere architettonico fatto di nuclei abitativi, geometrie, ponteggi. In questo caso, a stretto contatto con la natura d’Islanda, lo sguardo della pittrice ha visualizzato i passi felpati di un gruppo di papere. Lassù, tra rocce e boschi, nella Val d’Inferno bergamasca che da Ornica raggiunge il Pizzo Tre Signori, l’obbiettivo di Maurizio Grisa ha colto un cane baciato dal vento: è lui la sentinella dell’antica casera, sullo sfondo. Con vigorose pennellate espressioniste, a un soffio dall’informale di Karel Appel e Asger Jorn, Thomas Heller ha dato forma alla rana blu, azzurra e verde smeraldo che se ne sta in bilico tra sogno e fiaba. Sublime e Zen è il profilo della “signorina” gru fotografata da Federica Manenti. Emerge lucido e nero dal buio più fitto, trafiggendo la notte col suo occhio rossofuoco e il piumaggio immacolato. David McEnery (1936-2002) è stato il fotoreporter dell’ironia e dello humour britannico. L’amico criceto che si affaccia dal berretto di un monello lentigginoso, fa dialogare i suoi soggetti preferiti: animali e bambini. Si chiama Bernullo il gatto del cuore di Marco Moggio, gratificato da uno scatto fotografico mentre fa capolino, occhi verdi nel verde, tra le foglie delle orchidee. Una giovane donna, nel dipinto della street artist Nais, difende con amore la vita di un agnellino fino a sacrificare se stessa. Il Male, alle sue spalle, è l’uomo demoniaco che si ostina a uccidere creature innocenti. Nella trasparenza del plexiglass, lo scultoreo Stratofilm di Renzo Nucara vede la sagoma di un gatto interagire con piccoli oggetti/reperti della memoria. L’artista identifica così il nostro mondo, animale e ambientale, da proteggere ad ogni costo. Un altro gatto, Blue. Realisticamente dipinto da Agata Pandolfino, attende il sopraggiungere di una notte (blu) che inizia, intanto, a specchiarsi nei suoi occhi. Il fumettoso leprotto di Pao, protagonista della Street Art, gioca e saltella in un bosco di fiaba sperimentando inusuali prospettive ispirate agli studi geometrici di M. C. Escher. La nave cargo dipinta da Barbara Pellizzari, solca il fiume Saigon che lambisce la città di Ho Chi Minh. Sta trascinando una grossa zattera colma di farfalle. Una di esse ha già spiccato il volo. Le altre, la seguiranno punteggiando l’azzurro del cielo. L’aquila di Diana Maria Perez, in simbiosi con un labirintico, variopinto serpente che muta pelle, è il simbolo della libertà riconquistata da tutti gli animali ridotti in cattività. Paola Rota Brusadelli ritrae animali in modo eccentrico e originale, declinando un linguaggio Pop Surrealista. Ha scelto un “olimpionico” border collie, campione dell’apprendimento veloce, sviluppando fascinose tonalità cromatiche. Fotoreporter free-lance per Time, Newsweek, Herald Tribune, L’Express e Le Point, Olivia Savouré ha girato il mondo: dall’Asia agli Stati Uniti. Nel suo ovattato bianco e nero, l’amore materno fotografato alle Bahamas commuove facendoci capire quanto gli animali abbiano ancora tanto da insegnarci. Sembra sorridere beato e felice, dinnanzi all’obbiettivo di Cris Thellung, il leoncino del parco naturalistico dell’isola Mauritius che coi suoi artigli arpiona la vita che sarà. Claudio Verganti, pittore informale, esalta una matericità cromatica che coglie l’efficacia del segno. Dalla sua tela, inaspettato, traspare lo sguardo del fedele amico dell’uomo. Artista naturalista, appassionato di animali selvatici voglioso di proteggere le specie più a rischio d’estinzione, Michele Vitaloni scolpisce iperrealisticamente la bellezza. Ne è prova la sua Civetta capogrosso, in gesso con patina d’epoca. Poeticamente, Carla Volpati cataloga tracce di vita vissuta e memorie di quand’era bambina. Il suo “contenitore” Made in Italy racchiude minuscoli oggetti, schegge di natura, un lembo di stoffa. Nel percorso artistico dello scultore Matteo Volpati, c’è il tratteggio minuzioso di una lince impeccabilmente eseguita a tempera che esibisce il manto rossiccio maculato di nero. Manifestando, al tempo stesso, la propria indole solitaria. Stefano Bianchi                                                
http://stores.ebay.it/pontixlarte-store/LEAL-ART-AID-2-0-/_i.html?_fsub=11073515012&_sid=1314188552&_trksid=p4634.c0.m322https://youtu.be/XJzY6iSCeh4