lunedì 7 novembre 2016

RICCARDO BONFADINI Eningmi Pop



 
La Pop Art, per Riccardo Bonfadini, è pensiero + azione. L’arte “extra small” e
“oversize” creata dall’artista lombardo è figlia di un’idea, un ragionamento, una storia in divenire destinata a tramutarsi in realtà oggettuale/concettuale. Osservandole bene, queste opere d’arte che inanellano giochi di parole, slogan, allitterazioni, rebus e aforismi, non si può non pensare all’italica ironia di Ennio Flaiano, Marcello Marchesi, Achille Campanile, Stefano Bartezzaghi. Bonfadini è un enigmista Pop che dopo aver fotografato i suoi omini e le sue donnine, ne fa giganteschi Manifesti (“L’Illy e il vagabondo”, “Tirare a Campari”, “Michelangelo e Raffaello”) dove prodotti e marchi si prendono sarcasticamente in giro innescando paradossi consumistici. E dove il messaggio pubblicitario (“Vacanze sull’Ago”, “Le Mondine”) può anche rivelarsi “ex novo”. Le accumulazioni di sacchetti (“Industrial Fossil”) sono invece simbolo dell’usato e del raccolto differenziato che diventano “dripping” plastificato, Pop Art che a sua volta si trasforma in Nouveau Réalisme e fusione (è il caso di “Miss Italia”) di Décollage alla Mimmo Rotella e Arte Povera stile Luciano Fabro. Le Maps, infine, hanno il pregio del colpo d’occhio nei loro dettagli estratti dalle mappe di Google che sublimano micro-mondi vacanzieri (“Il primo bagno”, “Verso Sud”, “Il Sole all’improvviso”) vissuti e abitati da un’accaldata umanità lillipuziana. «E lasciatemi divertire!» declamava Aldo Palazzeschi, poeta Futurista. Lasciamolo dunque divertire, Riccardo Bonfadini. E divertiamoci con lui, fino al prossimo “coup de théâtre“. Stefano Bianchi

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